Due estati fa la poesia di Beatrice Zerbini dedicata alla gentilezza della cassiera di un supermercato fece il giro del web, svelando una volta di più la voce e l’immaginario della poeta bolognese che aveva esordito nel 2019 con In comode rate. Poesie d’amore (Interno). Oggi quei versi aprono la nuova raccolta (Bompiani), Malinconie travestite da allegrie, in uscita il 2 settembre. Del resto, spiega, "la poesia, per me, è innanzitutto umanità. Mi piace ricordare il valore di ciò che viviamo, di ciò che siamo, e restituire alla vita la sua eccezionale portata. Spesso ciò che sembra non essere degno di un racconto, di uno sguardo, di una celebrazione, è in realtà la sostanza stessa del nostro esistere. Una cassiera, una visita all’Ikea, le piccole abitudini quotidiane, le vite che scorrono accanto alle nostre: sono tutte forme dell’umano e di una comunione intrinseca (e nostro malgrado). Mi interessa guardare lì, nel luogo in cui apparentemente non accade nulla di straordinario, perché è lì che, forse, accade tutto".
Il titolo nasce da un verso della poesia dedicata alla cassiera. "È stata la casa editrice, Bompiani, a riconoscere, dietro il mio sforzo di leggerezza e allegria, una malinconia irriducibile. Malinconie travestite da allegrie è la spia di una profondità, di un luogo altro, oltre le apparenze. La realtà non è mai totalmente percepibile e ciò che ci raggiunge non offre sempre una lettura immediata. Anche dietro i nostri tentativi di leggerezza, talvolta, si nascondono un nodo, un pianto, un dolore. Sta a noi decidere quanto immergerci nella vita, quanto siamo disposti a vedere e a cogliere".










