Le pmi industriali italiane mostrano una buona tenuta di fronte ai dazi Usa, ma guardano con crescente preoccupazione alle tensioni in Medio Oriente, all'incertezza del quadro internazionale e alle difficoltà di accesso al credito.
Il quadro emerge dal nuovo Rapporto congiunturale di Confapi, realizzato su un campione di 2.000 imprese associate.
Secondo l'indagine, l'87,5% delle aziende ritiene limitato l'impatto dei dazi statunitensi, mentre il 69,5% prevede effetti negativi legati alla crisi nello Stretto di Hormuz, soprattutto per i riflessi su energia e logistica: per la metà delle imprese il calo della marginalità è già realtà.
Sul fronte finanziario, quasi due aziende su tre rinunciano a chiedere credito alle banche, temendo dinieghi o condizioni troppo onerose, e il 56% ricorre all'autofinanziamento. «Per le nostre imprese non c'è fattore più penalizzante dell'incertezza», ha detto il presidente di Confapi, Cristian Camisa, sottolineando la necessità «di una politica industriale capace di sostenere competitività e investimenti».









