La morte di Ratko Mladic, l'ex comandante militare dei serbi di Bosnia condannato all'ergastolo per genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, riporta al centro della memoria una delle pagine più drammatiche delle guerre nell'ex Jugoslavia: il massacro di Srebrenica.
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Quella che era stata dichiarata dalle Nazioni Unite "zona sicura" divenne nel luglio 1995 il teatro dell'uccisione sistematica di oltre 8.000 uomini e ragazzi musulmani bosniaci. È il peggior massacro commesso in Europa dalla Seconda guerra mondiale e uno degli episodi per i quali i tribunali internazionali hanno riconosciuto il genocidio.
1992: l'inizio della guerra e la conquista dell'enclave
Srebrenica, città a maggioranza musulmana nella Bosnia orientale, viene coinvolta nella guerra di Bosnia iniziata nell'aprile 1992, dopo la dissoluzione della Jugoslavia.












