Dietro CleanAlba a Mezza c’è anche un laboratorio scientifico in piena attività: il Portonovo Lab del dipartimento di scienze della vita e dell’ambiente dell’Univpm, dove i rifiuti raccolti a Mezzavalle diventano materiale di studio. "La caratteristica di questo evento è mettere insieme argomenti diversi – spiega Francesco Regoli, direttore del dipartimento –. Abbiamo inaugurato il laboratorio e posizionato la boa oceanografica: la ricerca applicata al territorio è un aspetto sempre più concreto per le Marche. Il problema delle plastiche in mare non è solo estetico, ma comporta sofferenza e rischi per l’ambiente marino". Tra gli strumenti utilizzati durante l’operazione di pulizia a Mezzavalle, infatti, c’è il Nest, un grande contenitore galleggiante di plastica sviluppato dall’ateneo per agevolare il trasporto dei rifiuti dalla spiaggia alle imbarcazioni. I materiali raccolti saranno poi al centro della sperimentazione di GreenPlasma, sistema mobile ideato dalla società Iris insieme a Univpm che, attraverso la pirogassificazione – processo ad alta temperatura in assenza di ossigeno – trasforma le plastiche non riciclabili in un gas di sintesi ricco di idrogeno, utilizzabile per produrre energia elettrica: "È una tecnologia sulla quale stiamo ancora sperimentando – aggiunge Regoli – ma anche i rifiuti custodiscono un’energia che può essere recuperata". Il progetto punta a coniugare recupero dei rifiuti ed economia circolare, in linea con la legge SalvaMare.
"Le plastiche in mare un pericolo concreto. Non è solo estetico"
Tra gli strumenti anche la boa oceanografica











