Anche in Umbria è assolutamente indispensabile una Rems. È il monito lanciato dal nuovo Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, avvocato Andrea Pensi, che fresco di nomina, ieri, ha iniziato la sua attività con una visita alla casa di reclusione di Spoleto, accompagnato dalla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi. Ad oggi infatti la regione è ancora sprovvista di una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza ed il nuovo garante ha subito approfondito sull’argomento. "Ci è stato assicurato – spiega Pensi - che c’è stato un rilancio sostanziale di tutti gli adempimenti che devono essere fatti per arrivare ad avere questa struttura e speriamo quindi che possa diventare concreta in tempi rapidi".
Una delle priorità è senza dubbio quella di individuare la localizzazione: a primavera il Consiglio regionale aveva approvato una mozione che impegnava la Giunta a procedere verso l’istituzione della struttura e tra le ipotesi per la localizzazione, già ventilate anche in passato, erano state prese in considerazione quelle dell’ex carcere di Gualdo Tadino e della caserma Piave di Orvieto. Ipotesi che anche per lo stesso garante devono comunque essere verificate. Lo stesso avvocato Pensi quindi propone di istituire al più presto un tavolo di concertazione tra Regione, Amministrazione penitenziaria, sanità e gli altri soggetti coinvolti proprio per dare concreta attuazione anche in Umbria alla nuova legge sulla detenzione domiciliare per il recupero dei detenuti tossicodipendenti o alcol dipendenti. È chiaro che l’apertura della Rems permetterebbe anche di intervenire sull’annoso problema del sovraffollamento delle carceri, che chiaramente interessa anche l’Umbria. Prendendo in considerazione proprio il carcere di Spoleto lo stesso Garante ha spiegato che "qui ci sono una quarantina di detenuti tossicodipendenti che potrebbero accedere ai benefici della legge". Il nuovo garante ieri inoltre ha incontrato anche alcuni detenuti, raccogliendo segnalazioni su quelli che ha definito "problemi ordinari, ma sui quali si misura la qualità dell’amministrazione". A proposito della struttura spoletina il nuovo garante ha dichiarato: "Ho apprezzato la solidità e la qualità delle strutture dell’amministrazione carceraria, della polizia penitenziaria e della direzione sanitaria".









