HomeUmbriaCronaca"L’Umbria avrà presto la sua Rems". È prevista nel piano di salute mentale. Con equipe multidisciplinare stabileLa Governatrice Stefania Proietti: "Sarà una tappa transitoria, in un percorso di cura più ampio". Il Garante. Caforio: "Un’esigenza preponderante". Il segretario del Sappe, Bonino: "Non è la soluzione, ma è un inizio".La presidente della Regione Umbria, Stefania ProeittiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciRems. Richiesta, attesa, acclamata. In Umbria non c’è, ma la sua necessità è evocata, da tempo, da più parti. A iniziare dalla Procura generale di Perugia, passando per il Garante dei detenuti e, ovviamente, i sindacati di polizia penitenziaria che, quotidianamente, tengono una implacabile contabilità di disordini e violenze negli istituti della regione, spesso e volentieri provocati da detenuti che in carcere dovrebbero stare. Ma, appunto, in una Residenza per l’esecuzione di misura di sicurezza che, però, non c’è sul territorio, rendendo necessario appoggiarsi a strutture fuori dai confini regionali. Con tutti gli ostacoli che questo comporta. Che ne debba essere realizzata una in Umbria la Regione lo ha ribadito e confermato.

Ora, alla vigilia dell’approvazione del piano di salute mentale, c’è una data, che è quella del 30 giugno. Entro quel termine, spiega la presidente Stefania Proietti, il piano di salute mentale sarà preadottato e inserito in quello socio sanitario. Il piano stesso "prevede la costituzione di una Rems in Umbria". "La residenza per l’esecuzione di misura di sicurezza è l’ultimo step al termine di un percorso che predilige la prevenzione, quindi anche per le persone che hanno commesso un reato abbiamo previsto un iter di riabilitazione e di giustizia riparativa prima di aprire le porte della Rems. E questo modus procedendi considera la Rems una tappa transitoria di un percorso di cura più ampio, orientato alla piena riacquisizione della cittadinanza e alla prevenzione della recidiva violenta", spiega la presidente. E Proietti va ancora più nel dettaglio: "L’organizzazione interna della struttura si fonderà sulla presenza di un’équipe multidisciplinare stabile e completa, composta da psichiatri e psicologi psicoterapeuti con esperienza forense, psicologi esperti in assessment psicologico e risk assessment in particolare, infermieri e terapisti della riabilitazione psichiatrica, capace di gestire la complessità dei quadri clinici spesso caratterizzati da comorbilità e fragilità relazionali". In conclusione "l’Umbria avrà la sua Rems, abbiamo avviato da tempo una interlocuzione con i direttori delle case di reclusione umbre e con il procuratore generale di Perugia". Per il Garante dei detenuti, Giuseppe Caforio, "la Rems è un’esigenza preponderante". "Le carceri – aggiunge – non possono essere delle pattumiere dove si getta di tutto. Servono 30-40 posti, spero che anche i sindaci possano cambiare l’atteggiamento di opposizione a un eventuale collocazione, valutando che può essere anche un’opportunità".