Milano, 26 Agosto 2026 – Al termine delle ferie un numero sempre crescente di lavoratori italiani soffrono la sindrome da rientro. Secondo Hays Italia, leader globale nella selezione e nelle soluzioni per le risorse umane, il problema non è il rientro in sé, ma il contesto lavorativo al quale si torna. Se la fatica si è accumulata nel tempo, pochi giorni di riposo non sono sufficienti a compensarla. La vera sfida per le aziende non è quindi favorire la disconnessione soltanto durante le vacanze, ma creare condizioni di lavoro sostenibili durante tutto l’anno.
Alessio Campi, People & Culture Director di Hays Italia ha detto: “Il disagio da rientro ci ricorda che il benessere non si costruisce durante le vacanze, ma giorno dopo giorno. L’esperienza delle persone in azienda dipende da molti fattori: da come viene organizzato il lavoro, da come vengono guidati i gruppi, dal livello di autonomia e dalla flessibilità. Quando questi elementi vengono meno, pochi giorni di riposo difficilmente riescono a compensare la fatica accumulata”.
In Italia, quasi un dipendente su tre dichiara che gli viene richiesto di essere disponibile anche fuori dall’orario di lavoro. Più della metà svolge almeno un’ora di straordinario alla settimana e, per quasi un lavoratore su due, questo impegno aggiuntivo non viene riconosciuto. In un contesto segnato da carichi elevati, interruzioni continue e confini sempre più fragili tra vita privata e professionale, anche un fine settimana o pochi giorni di pausa possono non bastare per recuperare davvero. Il disagio da rientro smette così di essere un fenomeno legato esclusivamente alla fine delle ferie estive e può ripresentarsi durante tutto l’anno.













