Nei casi di femminicidio, la violenza non comincia con l’omicidio, l’omicidio è spesso l’ultimo atto di una violenza già cominciata. Nell’ultimo caso, quello di Tania Terrin, la violenza c’era già da prima del gesto finale in cui la donna è stata uccisa dal marito, il quale poi si è tolto la vita. Le denunce, infatti erano già state fatte nel 2021, 2010, 2002, poi ritirate insieme ai procedimenti archiviati. Non ha funzionato il sistema di protezione, anche perché la stessa Tania aveva affermato in Procura che la situazione con Keber fosse in miglioramento e che lui fosse stato cordiale negli ultimi incontri. Le vittime di femminicidio da Ferragosto sono già 6. La Regione Puglia ha pubblicato un avviso pubblico operativo dal 18 agosto, per l’apertura di 4 nuovi centri antiviolenza, stimando l’aumento delle richieste e della presenza di donne su tutto il territorio regionale.
È evidente che grossa parte dell’investimento deve essere rivolto alle donne e al riconoscimento delle prime avvisaglie di violenza psicologica. In attesa che la cultura cambi e che le leggi abbiano effetto, serve un’educazione all’autoprotezione, alla gestione delle proprie difese funzionali e strategiche, per sviluppare la propria personalità e riconoscere lo scivolamento in relazioni tossiche, difficilmente intercettabili all’inizio della relazione. Questa fase in cui la velocità e la profondità del legame affettivo generano un’intensità simbiotica sempre più progressiva, si genera un abbassamento delle difese e il completo affidamento al soggetto oggetto d’amore.












