CASTELFRANCO (TREVISO) - Chiunque potrebbe essere una Tania, una Giulia o una Vanessa. Nella notizia della 39enne uccisa a Camponogara, nel veneziano, dall'ex fidanzato Dino Keber, tante, troppe, donne si sono riviste. Stessi atteggiamenti ossessivi e violenti del partner o dell'ex, stessa gelosia, stesse forme di prevaricazione, stessi maltrattamenti. Leggere la storia di Tania Terrin, o, all'epoca, di Giulia Cecchettin e di Vanessa Ballan, ha dato a queste donne un po' di coraggio in più per farsi avanti. A rispecchiarlo sono i dati: solo in questa settimana, nel solo ospedale di Montebelluna, sono arrivate nove donne vittime di violenza. Tre solo nello stesso giorno. A raccontarlo è Catia Morellato, referente aziendale dell'Usl Marca trevigiana per il percorso di tutela delle vittime di violenza, in servizio al nosocomio montebellunese. Lo ha fatto a margine del momento di riflessione, nato su iniziativa del Comune di Castelfranco, che si è tenuto ieri mattina nella città del Giorgione, dalla torre civica. L'intera città si è fermata. E si è commossa. Oltre un centinaio di persone è sceso in strada per ribadire il rifiuto alla violenza di genere e l'appello affinché le cose cambino. «Non sei sola», le parole scritte sui cartelli che il pubblico ha tenuto tra le mani durante tutto l'evento e letto ad alta voce.