Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa tassa sugli extra profitti delle compagnie petrolifere a livello Ue non si può fare. A mettere fine alla richiesta di Germania, Austria, Italia, Portogallo, Spagna e Polonia è stato un portavoce della Commissione europea, che ha ribadito quanto già affermato, nei mesi scorsi, dal Commissario europeo per l’Economia Valdis Dombrovskis quando aveva dichiarato che l’Ue non era interessata ad una tassa sugli extra profitti. Non resta dunque, se si vuole proseguire su questa strada, di agire a livello nazionale.
La Commissione ricorda infatti che «la tassazione degli extra-profitti è di competenza degli Stati membri, e possono agire sulla base della legislazione nazionale». Un portavoce della Commissione Ue ricorda come «gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extra-profitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile». Sull’azione individuale la Commissione ricorda però che «tali misure, naturalmente, devono essere conformi al diritto europeo» e non andare a danneggiare il mercato unico: «La Commissione rispetterà le decisioni degli Stati membri e fornirà assistenza e buone prassi sulle misure nazionali, nonché valuterà il loro impatto sul mercato unico».










