«La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri». Il niet della Commissione Ue alla proposta di una tassa europea sui proventi delle compagnie petrolifere, seppur non del tutto inatteso, pesa come un macigno per le sei nazioni che l'hanno avanzata. Ancor più per l'Italia, con il governo a caccia di nuove risorse per prolungare lo sconto sulle accise del diesel e pronto, se necessario, a procedere "in solitaria".
È solo l'epilogo di una giornata iniziata con i dati non confortanti dell'Osservatorio del Mimit: record del prezzo del gasolio in autostrada, nonostante il varo della mini proroga di un giorno - dal 25 al 26 agosto - del taglio di 17 centesimi sulla verde. «Con una media di 2,204 euro al litro in autostrada - fa notare il Codacons - il gasolio supera il record raggiunto nella settimana del 14 marzo 2022, quando un litro di diesel costava in media in Italia 2,154 euro al litro».Come garantire le coperture per prolungarla per tutto il contro-esodo estivo? È questo il dilemma che attanaglia Palazzo Chigi. Di certo, assicura ancora una volta dal Meeting di Rimini, Gilberto Pichetto, non con il tesoretto di 14 miliardi previsto dalla flessibilità europea sulle spese in sicurezza energetica: «Ci sarebbe una doppia penalizzazione per l'Italia perché si agevolerebbero i combustibili fossili anziché gli investimenti della transizione». E così, nella kermesse ciellina, spesso "termometro" degli umori del Paese, più che le promesse pre-elettorali, sono stati i dossier economici a tenere banco: caro carburanti e flessibilità. Un elenco a cui, a sera, si è aggiunto il verdetto da Bruxelles. Una portavoce della Commissione la mette così: «Gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi in termini di equità sociale e per progettare misure come la tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile». Lo sa bene l'esecutivo italiano che, con il dl Bollette, in primavera, ha già preteso un generoso contributo dalle società energetiche, tra produzione di elettricità e gas. Lo stop fatto dall'Ue non stupisce i piani alti di Palazzo Chigi. Che, di tutta risposta, sembra pronto "a fare da solo": i contatti sono costanti tra la premier e il ministro dell'Economia, e anche ieri si sono sentiti per discutere della questione. Tra le file di Fratelli d'Italia c'è chi rivendica la paternità dell'iniziativa, ma pure Antonio Tajani, ai microfoni di Rtl, ha aperto all'ipotesi di un «contributo concordato»: «Con le compagnie petrolifere si può dialogare e trovare accordi che permettano a queste imprese di aiutare la nostra economia».La risposta Ue sugli extraprofitti, d'altronde, ha ringalluzzito le opposizioni, le quali già da tempo incitano il governo a prendere l'iniziativa: «Meloni e Giorgetti non hanno alibi. Si diano una mossa e agiscano», il commento della leader dem, Elly Schlein: «La crisi energetica colpisce duramente le famiglie e le imprese. Le misure tampone e le proroghe a tempo non bastano più».Prima della scossa sugli extraprofitti, il dibattito politico, anche a Rimini, sembrava tutto concentrato sulle "coperture" e sui "tempi" di un nuovo provvedimento per favorire prezzi calmierati, almeno per il resto del contro esodo estivo. «Valuteremo cosa fare nelle prossime ore», ha detto ai giornalisti il titolare del Mase, spiegando che al momento la convocazione di un Cdm in settimana «non c'è», ma sono «in corso contatti con il ministro dell'Economia», a cui spetta trovare ora nuove risorse. Fuori dall'emergenza, resta la procedura per ottenere flessibilità per le spese energetiche: «Entro metà settembre avremo le idee più chiare», la previsione del ministro Pichetto, che sui contenuti ha dato qualche dettaglio in più: «Potranno aiutare le famiglie e le imprese, per esempio incentivando l'installazione di impianti fotovoltaici piuttosto che di pompe di calore: misure che ridurranno l'utilizzo di combustibili fossili e quindi le emissioni di Co2. Anche interventi energetici sugli edifici pubblici sarebbero importanti. Si potranno, infine, anche finanziare interventi migliorativi sulle reti». Per tutti, ha aggiunto, «si tratterà di andare a vedere quali di questi investimenti riescono a stare entro il 31 dicembre 2028». Sulla flessibilità ha insistito anche il vicepresidente esecutivo della Commissione, Raffaele Fitto, ospite del Meeting in un panel sulle aree interne. Come? Toccando un tasto «delicato» come la difesa, su cui spesso è facile dire «non bisogna investire». Lo sguardo dell'ex ministro per gli Affari Ue è andato alla Russia, Bielorussia e Ucraina: «Hanno destinato parte delle risorse della politica di coesione a un uso "duale", civile e militare, per rafforzare territori a rischio di spopolamento». Nel panel, insieme con l'ad di Invitalia, Bernardo Mattarella, e il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, Fitto ha pure rivendicato la proposta sul futuro bilancio europeo: «È stata messa in campo un'azione coraggiosa che punta su semplificazione e flessibilità».










