Bruxelles – Tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche è competenza degli Stati membri dell’Unione europea. È la posizione della Commissione europea in merito alla lettera inviata lo scorso fine settimana dall’Italia e altri 5 Paesi UE per chiedere una tassazione comunitaria sugli extraprofitti delle compagnie energetiche. “La tassazione degli extraprofitti è di competenza degli Stati membri che possono intervenire sulla base della legislazione nazionale“, ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo UE specificando che “tali misure devono essere conformi al diritto europeo”.Di fatto, Bruxelles sottolinea che “gli Stati membri possono già avvalersi dei propri poteri fiscali nazionali per affrontare i costi legati all’equità sociale e, se lo desiderano, elaborare misure di tassazione degli extraprofitti, come indicato nella comunicazione AccelerateEU del 22 aprile“. In questo contesto, la Commissione “rispetterà le decisioni degli Stati membri e fornirà assistenza e buone pratiche sulle misure nazionali, valutandone inoltre l’impatto sul mercato unico”.Lo scorso fine settimana, sei Paesi dell’Unione europea hanno inviato una lettera al ministro delle Finanze dell’Irlanda – Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio UE – chiedono un confronto in sede di Ecofic sull’introduzione di un quadro comune per tassare gli utili straordinari delle compagnie petrolifere, dopo l’impennata dei prezzi dei carburanti legata alla guerra in Iran. A firmare la missiva, i ministri delle finanze di Germania, Italia, Austria, Polonia, Spagna e Portogallo. “Le compagnie petrolifere stanno beneficiando di una redditività complessiva e di margini sui prodotti raffinati che superano l’aumento dei prezzi del petrolio greggio”, si legge nella lettera. “Stiamo vivendo uno dei più grandi shock dell’offerta degli ultimi decenni e il malcontento sta crescendo in tutto il mondo per l’aumento del costo della vita”.