In un giorno di fine estate del 1576, alla soglia dei novant’anni e con la peste che dilania la città,...In un giorno di fine estate del 1576, alla soglia dei novant’anni e con la peste che dilania la città, un Tiziano “amalato de febre“ si spegne nella sua abitazione-studio al Biri Grande a Venezia. Pittore ufficiale della Serenissima, ha rinnovato la pittura europea destreggiandosi tra varietà di temi e opere, dal ritratto di stato alle scene religiose e pagano-pastorali. La sua fama sarebbe stata tale da scardinare persino le restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria: gli vengono accordati i funerali a San Marco e la sepoltura nella Basilica dei Frari.
In realtà, stando al suo biografo Tizianello, il maestro avrebbe ordinato morendo "di essere sepolto nella chiesa arcidiaconale della sua Patria", appunto Pieve di Cadore, dove oggi il ricordo del pittore è affidato alla quattrocentesca Casa Natale fresca di restauro, o alla Madonna col Bambino tra i Santi Tiziano e Andrea riconosciuta nel 2023 interamente di mano tizianesca. In quella “Pieve che allegra siede trà colli arridenti e del Piave ode basso lo strepitò“, come scrisse Carducci, la comunità celebra sotto il titolo “Titianus Cadorinus 1576- 2026“ i 450 anni dalla morte del suo pennello, con iniziative che proseguiranno anche in autunno.









