Pavia, 22 agosto 2026 – Ha fatto scalpore e sollevato dubbi sui sistemi di protezione del patrimonio artistico italiano il furto delle opere di Antonello da Messina, trafugate nella notte di Ferragosto dal MuMe. Ma non è la prima volta che un lavoro del principale pittore siciliano del Quattrocento viene trafugato. È accaduto anche 56 anni fa a Pavia che custodisce “Ritratto di gentiluomo” del maestro, a lungo considerato l’autoritratto del pittore. Negli anni 70 la pinacoteca Malaspina si trovava in piazza Petrarca e da lì l’opera fu trafugata insieme alla sacra famiglia di Correggio e alla Madonna di Bellini.
Il furto in Pinacoteca
“Il furto avvenne tra il 10 e l'11 maggio 1970 – dice Laura Aldovini, direttrice dei musei civici del castello Visconteo – pare ci fossero degli allarmi sonori che sono stati manomessi. Difficile ricostruire, purtroppo sono incubi che come vediamo ancora oggi si ripetono”. Non si sa che fine fece il “gentiluomo”, di certo 7 anni dopo venne fatto ritrovare a un maresciallo dei carabinieri nel deposito bagagli della stazione Tiburtina a Roma. Così fu restituito ai pavesi, e insieme alle altre opere spostato al castello visconteo che oggi ospita la pinacoteca Malaspina protetta da sistemi d’allarme molto più sofisticati, dispositivi anti intrusione e video sorveglianza. Intanto l’opera collocata su una delle pareti del castello, solleva curiosità. “Abbiamo avuto qualche visitatore in più rispetto alla media c’è stato – conferma la direttrice dei musei civici – ma spererei non sia per questi tristi accadimenti”.











