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Le opere rubate di Antonello da Messina non sono sole. Accanto a loro la memoria dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale annovera molteplici altri capolavori finiti nel mirino di bande, con vicende dagli esiti differenti, tutti accomunati da un unico interrogativo sempre attuale: quanto sono sicuri i musei?In questo lungo elenco di opere d’arte violate si inseriscono, solo per citarne alcuni, i due van Gogh o il Cézanne rubati dalla Gnam nel 1998 e ritrovati sopra l’armadio di un’abitazione privata e in un monolocale di Torino, e ancora le opere sottratte dal museo di Castelvecchio e rinvenute in Ucraina tra la vegetazione del fiume Dnestr. Storie diverse di un patrimonio fragile.«La vigilanza di un museo deve essere altamente professionale»

«Il clamoroso furto delle opere di Antonello da Messina - spiega Pompeo Micheli, luogotenente CS CC (ris) - riporta al centro dell’attenzione temi che vanno dalla sicurezza dei musei alla vulnerabilità dei sistemi di protezione. Oggi disponiamo di strumenti di videosorveglianza digitale, di sensori volumetrici, perimetrali, sistemi anti intrusione, ma solo la tecnologia non basta. La vigilanza di un museo, soprattutto quando custodisce opere di eccezionale valore, deve essere considerata una funzione altamente professionale. Serve una formazione specifica, un aggiornamento continuo, la conoscenza degli apparati, delle procedure da adottare. Anche le assunzioni dovrebbero essere mirate. Nel caso di Messina ho percepito che sono scattati gli allarmi. In quei casi i custodi avrebbero dovuto comunque verificare e redigere un verbale».