Nessun segno di effrazione, l'antifurto manomesso, quadri e gioielli portati via senza evidenti danni. Nell'estate del furto delle opere di Antonello di Messina, un'altra banda mette a segno un colpo da manuale e anche qui l'arte ne è in qualche modo protagonista. Siamo in un palazzo nel pieno centro di Roma, in via delle Quattro Fontane, a pochi passi dal Quirinale. Donella Bossi Pucci, storica dell'arte e discendente di una prestigiosa famiglia toscana, rientra dalle vacanze e trova la sua casa svaligiata e messa a soqquadro.

Durante la sua assenza i ladri sono entrati e hanno portato via gioielli, quadri, opere d'arte. Lasciando la porta aperta nella fuga. Il bottino sfiora gli 800mila euro. Molti degli oggetti di valore - tra cui alcuni dipinti raccolti dalla storica dell'arte nel corso degli anni - si trovavano all'interno di due casseforti, sottratte dai ladri senza lasciare particolare traccia. Proprio l'assenza di effrazioni rende il furto particolarmente misterioso. I ladri - secondo gli investigatori sarebbero più di uno - sembrano aver saputo esattamente dove cercare e cosa portare via. Anche la rapidità con cui è stato condotto il colpo, meno di un quarto d'ora, avvalora questa ipotesi. Ecco perché la Squadra mobile, a cui è affidata l'indagine, ritiene possibile la complicità di un basista, qualcuno che conosceva bene la casa e le abitudini della proprietaria, in grado di suggerire ai malviventi dove e quando intervenire. Sono stati già ascoltati il portiere dello stabile e alcuni collaboratori della vittima. E chi indaga sta analizzando i filmati di via delle Quattro Fontane e delle strade limitrofe, usate come possibile via di fuga, da piazza Barberini, a via del Quirinale fino a via Sistina.