PIEVE DI CADORE (BELLUNO) - Un restauro molto atteso quello del monumento a Tiziano che il suo paese natale, Pieve di Cadore, ha voluto e concretizzato nell’anno in cui si celebrano i 450 anni dalla morte del grande artista. Il primo fatto da quanto era stato inaugurato nel 1880, opera dello scultore veneziano Antonio Dal Zotto, voluto e sostenuto dai cadorini tutti. L’assessore alla cultura di Pieve Domenico Chiesa, che ha seguito l’iter, ricorda che oltre alla statua bronzea restaurata da Anna Collarin, il basamento è stato affidato alle cure di Federico Pat della ditta Altinate; intervento che ha evidenziato i problemi del piedistallo e della base pavimentale che risultavano molto danneggiate, con ampie fessure causate dall’acqua. Per il ripristino è stata utilizzata anche pietra di Castellavazzo, la pulitura ha riportato il tutto allo splendore originale.

GLI ARTEFICI Nella descrizione del restauro, affidata agli artefici del lavoro, «sono stati evidenziati in tutta la loro bellezza artistica i dettagli, frutto dell'abilità dell'autore Antonio Dal Zotto, che caratterizzano l'opera, ma resi irriconoscibili da quasi 150 anni di fenomeni atmosferici, concrezioni, muffe e inquinanti vari» spiega l’assessore Chiesa. Si è trattato di un lavoro soddisfacente e molto complesso, che avrebbe potuto essere svolto soltanto nelle settimane più calde dell’anno, in quanto i prodotti di pulizia e protezione del bronzo agiscono efficacemente a temperature minime elevate. E così è stato, un’estate da caldo record anche in Cadore con gli operatori che si muovevano e lavoravano dentro l’impalcatura appositamente realizzata in piazza. L’inaugurazione nella stessa data di 146 anni fa. Due i momenti dell’importante giornata. In auditorium Cosmo i saluti in apertura del sindaco Sindi Manushi, del presidente della Provincia Marco Staunovo, del presidente della Magnifica Comunità, Renzo Bortolot e del vice sindaco Domenico Chiesa che ha seguito tutta l’operazione e tenuto i contatti con CortinaBanca, sponsor del restauro presente con il presidente Massimo Antonelli. Gli addetti ai lavori hanno illustrato le difficoltà incontrate, ma anche la soddisfazione per un opera che restituisce la statua dell’artista alla comunità, nella sua versione migliore. Collarin ha spiegato di come il bronzo fosse molto corroso e della spessa patina verde che ricopriva l’intera superficie. L’intervento ha rimosso la patina e risanato il metallo trattato con sostanze protettive contro i danni da agenti atmosferici. Il risultato è un colore più scuro, i lavori hanno riportato il monumento al suo colore originale, chiaro per il piedistallo, bronzo scuro per la statua. Ancora Chiesa: «Chi passa ora sotto la Statua potrà ammirare distintamente le pieghe della veste e le rughe espressive del volto di Tiziano, luccicanti come lo erano nel 1880». LA GRANDE MOSTRA Grande la soddisfazione della sindaca Sindi Manushi: «Questo lavoro è motivo di orgoglio perché si inserisce in tutta una serie di restauri fatti negli ultimi anni: la pala di Tiziano nell’Arcidiaconale curata dalla Fondazione e la Casa natale di Tiziano seguita dalla Magnifica Comunità con un finanziamento Interreg. E ancora la grande mostra dedicata nel Palazzo della Magnifica Comunità, Tiziano e il paesaggio». Nella seconda metà dell'ottocento un comitato locale volle la costruzione del monumento, era presieduto dal conte Luigi Sormani Moretti, deputato e senatore del Regno d’Italia; si intendeva onorare il figlio più illustre di Pieve, consacrando l'identità artistica e patriottica del territorio cadorino. Il 5 settembre 1880, sindaco Giuseppe Genova, la piazza gremita di folla e bandiere festeggiò la scoperta della statua con le note della marcia reale e la consegna di riconoscimenti allo scultore che la realizzò.