PIEVE DI CADORE (BELLUNO) - Dopo la presentazione del restauro e della nuova accessibilità, casa natale di Tiziano è ora aperta a tutti grazie a un fondamentale gioco di squadra. L'auditorium Cosmo ha ospitato ieri gli interventi ufficiali, seguiti dal taglio del nastro a inaugurare il risultato dei lavori. La casa natale di Tiziano Vecellio è stata riaperta al pubblico il 23 gennaio dopo un importante lavoro di restauro strutturale e conservativo durato un anno e mezzo possibile grazie al finanziamento Interreg ("Musei per tutti tra innovazione e tradizione"). Ieri quindi l'apertura ufficiale: molte le autorità presenti assieme ai partner di progetto, in attesa di un'estate ricca di occasioni in cui l'antica dimora sarà protagonista nel 450esimo dalla morte del proprietario.

Il monumento La casa natale è uno dei luoghi simbolo del patrimonio artistico e culturale cadorino, è stata oggetto del più significativo intervento di restauro conservativo dalla sua apertura come casa museo nel 1931, un progetto che ha permesso non solo di migliorare lo stato di conservazione dell'edificio, ma anche di renderlo pienamente accessibile alle persone con disabilità, rifare gli allestimenti e predisporre gli spazi per future esposizioni temporanee. L'intervento, curato dall'architetta Gloria Manera progettista e direttrice dei lavori, ha portato alla luce aspetti inediti della tipologia costruttiva dell'edificio, mai analizzata in modo approfondito prima, che ha rivelato dettagli preziosi su come è stato costruito l'edificio e sull'ambiente domestico della famiglia Vecellio. C'è stato un delicato intervento di consolidamento delle aree più critiche, tra cui la cucina, la pulitura integrale delle superfici murarie e dei soffitti in legno riportando all'originaria bellezza la storica abitazione.La soprintendenza A portare il suggello della Soprintendenza Marta Mazza, che ben conosce il Cadore. Così il presidente della Magnifica Comunità, proprietaria del bene, Renzo Bortolot: «È un momento di emozione per tutta la nostra terra. Restituire la casa natale di Tiziano in una veste completamente restaurata e, soprattutto, accessibile a tutti, rappresenta il modo migliore per onorare il legame indissolubile tra il Maestro e il Cadore». I primi lavori di restauro della casa risalgono a 100 anni fa, negli anni '20 del secolo scorso, quando la casa venne portata a funzione pubblica come Museo. La residenza familiare che vide la nascita di Tiziano Vecellio, sfuggita alle devastazioni e alle rappresaglie dei soldati tedeschi ai tempi delle guerre cambraiche del XVI secolo, all'epoca della costruzione rappresentava una dimora tipica di una famiglia locale distinta, che annoverava, tra i suoi componenti, personaggi di prestigio: notai, mercanti di legname, incaricati della gestione della cosa pubblica.L'edificio La situazione attuale invece è il risultato di interventi commissionati dalla Magnifica Comunità di Cadore, proprietaria dell'immobile. L'edificio è composto da due piani in muratura, dalla planimetria irregolare, con ballatoi, scala esterna in legno e tetto a due falde con copertura a scandole. Al pianterreno l'ampio locale con pavimento in legno a tronchetti ospita una raccolta di riproduzioni della collezione di disegni tizianeschi della Galleria degli Uffizi di Firenze e documentazione relativa al Pittore. Salita la ripida scala in legno, si accede al piano superiore, nei 5 suggestivi vani dove probabilmente Tiziano visse l'infanzia e, successivamente, dopo il suo trasferimento a Venezia, ogni volta che faceva ritorno in Cadore. In questi ambienti aleggia ancora lo spirito dell'Artista: lo si percepisce nella cucina con il grande focolare e cappa; lo si respira ancora nelle due camere ma, soprattutto nell'intimo della "stua", foderata di legno e con il rustico soffitto a cassettoni. Il 17 dicembre 1922, con Regio Decreto, n. 1725, la casa è stata dichiarata monumento nazionale. Da allora, l'umile dimora di un giovane montanaro che, partito giovanissimo dal Cadore alla volta della capitale lagunare divenne il protagonista della pittura del Cinquecento, è aperta al pubblico: un luogo del cuore del quale la Magnifica Comunità di Cadore ha la responsabilità, verso l'umanità, della custodia.