L’arte è già presente all’interno del Teatro delle Muse. Da lunedì lo sarà ancora di più, grazie al posizionamento della Pala Gozzi di Tiziano nel foyer di platea. Non l’originale, naturalmente, ma la copia digitalizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale che ha sostituito il capolavoro in Pinacoteca durante il prestito dell’opera a Pieve di Cadore in occasione e delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. L’assessorato alla cultura e l’Università Politecnica delle Marche hanno voluto fortemente questo ‘gemello digitale’ in scala 1:1, realizzato dal laboratorio mAIndh (Mindful Artificial Intelligence for Digital Heritage), il Laboratorio di Intelligenza artificiale per i beni culturali dell’Università Politecnica delle Marche diretto dal professor Paolo Clini. La copia esposta nasce da un modello di 11 miliardi di pixel, con una risoluzione di 800mila per 30mila pixel, capace di restituire dettagli invisibili anche dal vivo.

L’assessore alla cultura Marta Paraventi osserva come l’iniziativa contribuisca a "delineare il percorso della Via Maestra, uno dei quattro assi del dossier di Ancona Capitale della Cultura. Le Muse diventano lo snodo focale del percorso che va dalla Mole all’Anfiteatro romano passando per la Pinacoteca e il Museo Archeologico, per fruire a pieno della bellezza e della ricchezza culturale della città". Paolo Clini spiega che "funzione del modello digitale è anche quella di favorire la circolazione e la fruizione dell’arte, che deve essere un bene comune. Portare alla gente questo patrimonio è un’operazione straordinaria".