Il nuovo campionato è iniziato tra polemiche arbitrali, linciaggi sui social e clip saccheggiate alle tv, trasformate in sentenze e diventate virali. Mentre il pubblico si divide e cerca colpevoli, passano in secondo piano i giovani talenti e le storie che raccontano il futuro del nostro pallone. L’unica cosa a cui dovremmo tenere tutti, a prescindere dall’appartenenzaSono bastati 6 minuti perché la nuova Serie A cominciasse ad assomigliare a un incubo. Un'esplosione di rancore che ha corso sui social a forza di post da milioni di visualizzazioni. Polemiche arbitrali ingigantite, portate all'estremo e condite dal linguaggio d'odio tipico di una polarizzazione fuori controllo. Dall'Inter al Napoli, passando per la gaffe di un cronista, il nostro calcio ha segnato un nuovo primato negativo. A San Siro Hakan Çalhanoğlu ha ricevuto palla da Andy Diouf e ha scagliVincenzo CorradoGiornalista professionista classe 1987. Ha lavorato 15 anni nel Gruppo editoriale L'Espresso (poi diventato Gedi) e collabora con diverse testate nazionali, tra cui Ultimo uomo. Durante Milano-Cortina 2026 ha curato il live blog ufficiale dei Giochi per Olympics.com.
Sei minuti e scatta il veleno: la Serie A già ostaggio di rabbia e rancore
Il nuovo campionato è iniziato tra polemiche arbitrali, linciaggi sui social e clip saccheggiate alle tv, trasformate in sentenze e diventate virali. Mentre il pubblico si divide e cerca colpevoli, passano in secondo piano i giovani talenti e le storie che raccontano il futuro del nostro pallone. L’unica cosa a cui dovremmo tenere tutti, a prescindere dall’appartenenza












