Per molti è Capodanno. Riparte la Serie A, ricomincia un nuovo anno per gli sfegatati del pallone. Sono quelli che dividono il tempo non in anni ma in stagioni, che programmano le vacanze in funzione della prima giornata, che sanno già dove saranno per il derby di ottobre e iniziano a fare i conti con la classifica ancora prima che il campionato cominci. Come del resto insegna lo scrittore inglese Nick Hornby, autore di Febbre a 90°, il romanzo di culto che ha raccontato tic, ossessioni e nevrosi del tifoso. Il calcio non è soltanto uno sport, è una forma singolare di appartenenza, un calendario sentimentale.Dopo l’ennesima estate a guardare il Mondiale degli altri, dunque, i fan italici del pallone tornano a gioire (e soffrire) per il proprio club nel campionato tricolore. Il primo appuntamento è sabato 22 agosto, l’ultimo sarà il 30 maggio 2027. In mezzo, 38 giornate, tre soste per le nazionali, due turni infrasettimanali e una pausa natalizia: abbastanza per trasformare ancora una volta il campionato in una specie di orologio collettivo.Si riparte dall’Inter campione d’Italia, inevitabilmente e forse ancora di più squadra da battere. Grazie all’abilità di un dirigente navigato come Beppe Marotta alla presidenza, Cristian Chivu può disporre sempre di una formazione da primato. Dietro i nerazzurri, l’unica seria candidata a contendere lo scudetto sembra il Napoli, affidato a Massimiliano Allegri voglioso di rivalsa dopo l’amaro ritorno in rossonero. Tutta da verificare la consistenza della Juventus di Spalletti, la grande incognita è il Milan di Rúben Amorim, rivoluzionato rispetto alla stagione precedente e con l’acquisto più costoso di sempre: il portoghese Gonçalo Ramos, pagato ben 75 milioni. Non si possono però sottovalutare la Roma di Gasperini che riparte dal terzo posto e la nuova Atalanta di Maurizio Sarri. E poi, certo, c’è il Como milionario dei fratelli Hartono. Non si può definirla ancora sorpresa dopo una stagione che l’ha portato fino alla Champions League, la squadra di Cesc Fàbregas rappresenta la variabile più esplosiva. Intrigante anche l’attivismo della nuova Fiorentina, chi invece già traballa è l’ex ct della Nazionale Gattuso sulla panchina della Lazio.Difficile però fare tanti pronostici col mercato ancora aperto (chiude il 1 settembre). È uno degli aspetti più paradossali del calcio moderno. Gli allenatori cominciano la stagione mentre i direttori sportivi continuano a telefonare e gli stessi giocatori possono salutare in corso d’opera… Per non parlare degli appassionati del Fantacalcio che devono fare l’asta al buio o far slittare l’inizio della stagione, perché questo ormai è molto più di un gioco tra amici. L’ideatore è considerato il giornalista Riccardo Albini, ma la popolarità arrivò da quando nel 1994 la Gazzetta dello Sport trasformò il Fantacalcio in un concorso nazionale facendone una sorta di secondo campionato parallelo. Un rito che ormai si tramanda di generazione in generazione.Un calcio da giocare e soprattutto da guardare. Anche quest’anno tutte le partite della Serie A saranno trasmesse da Dazn, mentre Sky ne trasmetterà tre per ogni giornata in co-esclusiva. Il risultato è l’ormai dispersivo “spezzatino”, con un campionato sempre più distribuito tra sabato, domenica e lunedì. Per vedere tutto il calcio bisogna moltiplicare abbonamenti e piattaforme, una situazione che alimenta il fenomeno illegale del “pezzotto”.Eppure nonostante tutto, ci saranno compleanni spostati per una partita, cene organizzate in funzione del derby, figli che chiederanno di restare svegli per vedere il secondo tempo, nonni che rimpiangeranno gli idoli di una volta… Non mancheranno mariti che prometteranno di accompagnare la moglie a una cena “subito dopo la partita” e genitori che porteranno i figli allo stadio per la prima volta. Il pallone, con tutti i suoi eccessi, continua a esercitare un fascino insopprimibile, dalla Serie A alla terza categoria. In questo coinvolgimento Joseph Ratzinger lesse anche un desiderio d’eternità. Prima di diventare Benedetto XVI, l’allora cardinale tedesco, riflettendo sul significato del gioco, osservava che esso è un’azione libera, senza scopo e senza costrizione, capace però di impegnare tutte le forze dell’uomo. Una sorta di evasione dalla serietà schiavizzante della vita quotidiana e dalla necessità di guadagnarsi il pane, per entrare nella «libera serietà di ciò che non è obbligatorio e perciò è bello». Per novanta minuti, milioni di persone possono dedicarsi con assoluta serietà a qualcosa che non è necessario. Ma che rimanda al desiderio di una vita senza fine. Molto più di un gioco. E proprio per questo, una cosa seria.