Per molti siamo ancora in piena fase "cantiere aperto". E' questo il solito limite della scelta di far partire la stagione a mercato in corso. Molto però è già chiaro, e le linee guida della Serie A al via possono essere individuate, tra incognite e domande. E' passato un mese dalla fine di un Mondiale che per qualcuno ha significato il ritorno a un calcio di attesa, quando però, alla fine, ha vinto la squadra più organizzata e proattiva. Partiamo da qui.IL GIOCO - C'è un equivoco che proprio non si riesce a sradicare dalla mentalità italiana. Avere una logica precisa nel costruire, sviluppare e rifinire la propria manovra non significa imbrigliare la fantasia dei giocatori. Ormai si lavora per conoscenze approfondite da parte dei singoli che, secondo un linguaggio comune, prendono decisioni autonome a seconda della funzione che sviluppano in un determinato momento. Il calcio moderno è fatto da calciatori pensanti, non da robot. Gli schemi ci sono solo su palla inattiva, il resto, anche la giocata codificata più radicale, procede sempre attraverso l'intuizione del singolo. Una premessa che, magari, riuscirà a far uscire dalle guerre di religione che ammorbano le discussioni calcistiche. TECNICA AL SERVIZIO DEL COLLETTIVO - L'esempio più alto arriva dal Como di Fabregas. Il modo di associarsi dei suoi giocatori parte dalle qualità individuali degli interpreti. Si esce dalla pressione, che spesso è individuale, muovendo i giocatori che sanno quali posizioni prendere a seconda dei movimenti degli avversari e dei compagni. Il mercato ha acuito la voglia di giocare la palla, basti pensare all'arrivo di due nuovi esterni bassi, Kaiki e Couto, e all'aggiunta di Liberali sulla trequarti, per una squadra che può giocare un 4-2-3-1 senza ali vere e proprie. Molto suggestiva anche la proposta della nuova Fiorentina di Grosso. Tanta qualità dalla metà campo in su per uno degli allenatori che stanno portando avanti qualcosa di nuovo nel nostro campionato. Oulai, Atta e Mastantuono lasciano pensare a un'idea di calcio relazionale e fluido, in cui la tecnica individuale e le associazioni spontanee possano portare a una manovra imprevedibile ed esteticamente valida. C'è molta curiosità anche intorno al Venezia di Stroppa, che dimostra come si possa sviluppare un'idea proattiva anche con il famigerato 3-5-2, per il Frosinone di Alvini (uno degli allenatori più attenti alla fase offensiva) e per il Genoa di De Rossi, sempre poco citato ma capace di regalare sprazzi di bellezza in velocità. VECCHI A CHI? - Spalletti e Gasperini hanno la loro età, anche se in Italia si è considerati giovani a 60 anni. Sembra un modo per farti un complimento ma è solo per ritardare il momento di farti andare in pensione. Gli allenatori di Juventus e Roma non hanno di questi problemi e riescono a non invecchiare mai, soprattutto nelle idee. Lo Spallettone, aspettando di capire quale sarà la rosa definitiva a disposizione, può sbizzarrirsi nel suo modo sempre suggestivo di trovare spazi in avanti. Ormai non si pone nemmeno più il problema del sistema di gioco, visto che c'è chi, come Cambiaso o McKennie, gira per il campo occupando o liberando zone da depredare. La scommessa sarà quella di vedere insieme un trio offensivo come quello formato da Conceiçao-Alajbegovic-Yidiz, più una punta e un giocatore che si inserisce da metà campo. Gasp non ritocca le sue idee e prosegue nel suo calcio ipercinetico fatto di duelli e di sviluppo della manovra con triangoli e quadrilateri in movimento. I giocatori per far male (o Malen) ci sono. Soprattutto se si pensa che davanti è arrivato Castro e sulla trequarti ci sono elementi ultra tecnici come Dybala e il giovane Rodrigo Mora. IL TEMPO PER NEMICO - Sarri è pronto all'ennesima scommessa della sua carriera, iniziata dalla seconda categoria e arrivata all'Europa e allo Scudetto. Questa volta deve trasformare una squadra abituata a più di un decennio di marcature individuali, in un meccanismo sofisticato di movimenti difensivi coordinati. Più che una questione di reparto a tre o a quattro, una vera e propria rivoluzione copernicana. La rosa è di ottimo livello, quello che manca è il tempo per memorizzare certi automatismi. Situazione simile a quella di Amorim. Il Milan viene da un anno in cui lasciava volentieri l'iniziativa agli avversari per poi ripartire sfruttando le giocate individuali. Il portoghese vuole una pressione più avanzata e dei movimenti coordinati già dalle uscite basse. Molto dipenderà da chi gli metterà a disposizione Cardinale da qui a fine mercato, ma l'impressione è che il fattore tempo sia ancora più pressante rispetto a Sarri.UN MAX MENO ALLEGRIANO? - Domanda che nasce spontanea ma che suscita qualche perplessità. Negli ultimi anni, diciamo dal suo ultimo titolo tricolore datato 2019, l'attuale allenatore del Napoli ha portato a livelli estremi l'idea di trasformare la partita in un contesto in cui devono accadere meno cose possibili. Concedere pochissimo agli avversari e poi, in un modo o in un altro, aspettare che l'azione individuale di qualcuno magari un gol me lo regali. Ora ha in mano una squadra ricca di talento e lui è sempre stato molto bravo a gestire i giocatori di qualità. La scommessa sarà vedere un Napoli capace di far convivere la tecnica individuale con la concretezza. Nel passato ci è riuscito ma sembrava meno speculativo. Vedremo se con gli azzurri tornerà ai vecchi fasti.LA SUPER ROSA DI CHIVU - L'Inter è campione in carica e ha fatto una campagna acquisti esplosiva. Sulla carta non ce n'è per nessuno, almeno in Italia (e i tifosi nerazzurri possono usare la mano che non scrolla il telefono o il tablet per toccare quello che ritengono più opportuno). Chivu ha un gioco collaudato e la possibilità di dedicarsi a un turnover anche esasperato. Soprattutto, però, ha l'occasione per poter dimostrare di avere anche a disposizione un piano B, qualora l'idea ormai radicata da più di un quinquennio, dovesse trovare qualche opposizione concreta. La scorsa stagione, in Europa soprattutto ma anche in campionato, ci sono stati momenti in cui la manovra si è inceppata e anche certi meccanismi difensivi hanno mostrato qualche crepa di troppo. Chissà che non si possa anche variare sistema di gioco, magari a partita in corso o contro determinati avversari.