Tre esclusioni dai mondiali, i club che arrancano nei ricavi e aumentano i debiti, i settori giovanili che stentano, gli stadi che non si riescono a fare. Tutti i problemi del nostro calcio sono stati squadernati da un'estate tribolata, culminata nella novità di Malagò alla Figc. Ma le riforme stentano. Simonelli (Lega Serie A): "Le nostre richieste al governo per investimenti e vivai". Ma gli addetti al settore: “Senza il miliardo e mezzo di diritti tv siamo finiti”
Il calcio italiano è in terapia intensiva. Gli stadi di proprietà che scarseggiano, sempre meno italiani convocabili in Nazionale, il gap con i ricavi degli altri campionati europei e i pochi giovani schierati in Serie A. Sono fattori noti a Giovanni Malagò, presidente della Figc, affiancato in federazione da Ezio Simonelli, presidente della Lega Serie A. “Sugli stadi il problema è la burocrazia, non i club.








