Un auspicio per quest’anno di Serie A, che conta forse persino più dei gol, delle classifiche, del calcio giocato, a maggior ragione del calcio d’agosto che non vale ancora nulla: una stagione, una soltanto, senza polemiche, retropensieri, complottismi vari. La prima giornata non è iniziata benissimo, con le polemiche che hanno macchiato la vittoria del Napoli a Genoa, per il mancata fischio di Di Bello sul gol di De Bruyne, proprio sotto gli occhi del nuovo designatore, Daniele Orsato.

Veniamo da anni terribili anche da questo punto di vista. E le novità non mancano: il campionato inizia con un nuovo presidente federale e soprattutto, appunto, con un nuovo designatore. Orsato ha preso il posto del pessimo Rocchi, che comunque se ne sarebbe dovuto andare per limiti d’età a prescindere dall’inchiesta che lo ha costretto a dimettersi. Anche se, dopo l’archiviazione da parte della procura, sarebbe già pronto a rientrare dalla finestra, magari con un ruolo da osservatore (come ipotizzato dalla Gazzetta dello Sport), o secondo altre voci addirittura come candidato alla presidenza dell’Aia, che dovrà presto tornare a elezioni. Sarebbe un paradosso, considerando che la vera, grande colpa di Rocchi non sono le presunte interferenze che non hanno trovato conferma sul piano penale, quanto l’incapacità di gestire il gruppo arbitrale che è andato alla deriva durante il suo mandato.