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Le ultime giornate di Serie A sono state avvelenate da polemiche inerenti alla lotta scudetto tra Napoli e Inter, con anche errori macroscopici. Eppure anche in altre gare non sono mancate le sviste: solo qualche colpo di fortuna ha fatto sì che la retrocessione non ne venisse pesantemente condizionata. Penso in particolare all'inesistente doppio giallo di Pierotti nel primo tempo di Lazio-Lecce, coi salentini che sono riusciti comunque a conservare lo 0-1 e ottenere la salvezza. In questa stagione, peraltro, il Lecce ha da recriminare anche su altri torti. La stagione 24/25 era la 4ª in carica per Rocchi: abbastanza per poter tracciare un bilancio. Da lui, come dai suoi predecessori, ho sentito parlare di ricambio generazionale. La principale missione incompiuta riguarda però la mancanza di una linea tecnica uniforme su alcuni concetti, come lo step on foot o i falli di mano, su cui ho l'impressione che le indicazioni siano cambiate in diverse occasioni. Un'altra considerazione che mi sento di fare riguarda il VAR: dovrà essere fatto un grande sforzo per portarlo a un elevato livello di credibilità (speriamo in questo senso nel VAR a chiamata); e l'organico dei VAR a mio avviso non è, al momento, all'altezza della situazione. Al designatore Rocchi però va dato atto di alcuni aspetti: l'apertura ai media, il modo di stare - bene - davanti alle telecamere dal punto di vista comunicativo.






