Errori, polemiche e tanta confusione. L'ultimo weekend di Serie A accende, ancora una volta, i riflettori su un mondo, quello arbitrale, che da inizio stagione sembra non trovare pace.

Quanto successo tra sabato e domenica, poi, non aiuta, rendendo il clima all'interno dell'AIA piuttosto pesante: in ambienti arbitrali si evidenzia che "in questo momento c'è una grande difficoltà di linea, e serve recuperare uniformità nei giudizi".

Sotto accusa sono finiti rigori, 'rigorini' e l'utilizzo del Var in diversi episodi dell'ottava giornata, a cominciare da quello del Maradona con il penalty assegnato al Napoli per il contatto Mkhitaryan-Di Lorenzo (errore del direttore di gara Mariani e dell'assistente Bindoni). La giornata 'no' è proseguita fino al match del Franchi dove nel caos ci finisce l'arbitro La Penna per una gara nella quale succede di tutto o quasi con due rigori assegnati, un altro revocato e il Var Paterna che chiama quando non dovrebbe. Con il Bologna che poteva finire 3-0 e si è ritrovato a chiudere 2-2: il penalty non dato su Bernardeschi altro errore, perché "non rispecchia le indicazioni date finora" fanno notare sempre in ambienti arbitrali. In mezzo pure Lazio-Juventus con Colombo che non punisce lo step on foot di Gila su Conceicao e prima ancora non vede il secondo giallo per McKennie. Episodi dai quali è nato un fiume di polemiche, alcune più forti di altre come quelle del presidente dell'Inter, Giuseppe Marotta, o dell'ad del Bologna, Claudio Fenucci.