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Sergio Donato

La corsa alla costruzione di data center per l’intelligenza artificiale incontra un ostacolo inatteso: negli Stati Uniti cresce il rifiuto delle comunità locali, preoccupate per energia, acqua e territorio. E in Europa le cose non vanno molto diversamente

NIMBY è l’acronimo di “Not In My Back Yard” un’espressione nata negli Stati Uniti alla fine degli anni 70 nel dibattito pubblico per descrivere le proteste locali contro impianti considerati indesiderati. E proprio negli Stati Uniti, il sostegno pubblico ai data center per l'intelligenza artificiale è crollato nel giro di un anno.

Un nuovo sondaggio condotto da Embold Research su 2.045 elettori registrati tra l'8 e il 13 agosto, indica che il 75% degli americani si opporrebbe alla costruzione di un data center vicino a casa propria, e oltre sei su dieci si dichiarano "fortemente contrari". Un anno fa, sempre ad agosto, l'opposizione era solo al 42%. E oggi solo il 4% degli intervistati si dichiara "fortemente favorevole", contro il 13% di un anno fa.