La Pennsylvania avrebbe un territorio perfetto per ospitare i data center: ha abbondante gas naturale, ha le infrastrutture energetiche e non è poi così lontana dai principali centri abitati della costa orientale degli Stati Uniti. Per mesi il governatore Josh Shapiro è stato uno dei più entusiasti nell’accogliere investimenti e posti di lavoro. In settimana ha spiegato perché adesso ha cambiato idea. «Ho ascoltato forte e chiaro le brave persone della Pennsylvania durante i miei viaggi nel nostro Stato, e oggi sono qui per dire che non ci faremo intimidire da questi costruttori», ha detto annunciando la firma di un ordine esecutivo restrittivo sui progetti di nuovi data center. Nel suo discorso ha definito «predatori» i finanziatori del settore e parlato di «proposte inadeguate che infettano il nostro Commonwealth».

Shapiro non è l’unico ad aver colto questa preoccupazione negli elettori. In Texas, il governatore repubblicano Greg Abbott, anche lui in passato favorevole alla costruzione dei data center, ha avuto la stessa conversione di Shapiro. In Arizona, la governatrice Katie Hobbs ha sostenuto una moratoria di tre anni sulle agevolazioni fiscali per i data center. A New York, Kathy Hochul ha imposto una sospensione temporanea dei nuovi grandi progetti. In Ohio, i candidati di entrambi i partiti alla carica di governatore hanno presentato, quasi contemporaneamente, politiche più restrittive.