Per rendere possibile la rivoluzione dell’intelligenza artificiale servono le stesse risorse alla base della rivoluzione industriale – energia, acqua, terreni – ma su dimensioni gigantesche. E il boom di investimenti in data center con una concorrenza senza regole, a colpi di chi arriva prima, lascerà probabilmente tante imprese a terra ma sicuramente impatti rilevanti nei territoriL’Europa potrebbe fare da capofila almeno su un aspetto della corsa allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale. Perché il problema non è solo recuperare il gap in termini di investimenti in ricerca e sviluppo o di riuscire a creare dei campioni europei per fronteggiare l’attuale dominio americano e cinese. Per rendere possibile questa rivoluzione nei sistemi di calcolo e di elaborazione avanzate di dati servono infatti le stesse risorse alla base della rivoluzione industriale – energia, acqua, Per continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Edoardo ZanchiniEcologistaDirettore dell'ufficio clima del Comune di Roma. È stato vicepresidente di Legambiente dal 2011 al 2022 e membro del board di Transport & Environment e di Renewables Grid Initiative. Dopo la laurea in architettura e il dottorato di ricerca in pianificazione urbana ha insegnato nelle Università di Roma, Ferrara e Pescara.
Acqua, energia e terreni: l’Europa non può perdere la sfida dei data center
Per rendere possibile la rivoluzione dell’intelligenza artificiale servono le stesse risorse alla base della rivoluzione industriale – energia, acqua, terreni – ma su dimensioni gigantesche. E il boom di investimenti in data center con una concorrenza senza regole, a colpi di chi arriva prima, lascerà probabilmente tante imprese a terra ma sicuramente impatti rilevanti nei territori










