Capita in una calda, caldissima, giornata di mezzo agosto, di questa infelice estate, mentre il mondo sembra andare a pezzi per crisi climatica, scioglimento dei ghiacciai, incendi in tutt’Europa che non si riescono a spegnere, guerre che non si riescono a finire, migranti che non smettono di annegare per salvarsi la vita e sovranisti, post e neo fascisti che danno la caccia al nero, la caccia al palestinese, al sudanese, all’ucraino, che per caso guardando su Google Maps della mia regione, scopra che esiste un paesino che si chiama Fontegreca, abbarbicato sui fianchi del Matese, a mezza strada tra Campania e Molise.

In questo posto sconosciuto certamente ai grandi flussi turistici che si riversano nel bel paese, esiste una “cipresseta” ovvero un grande bosco che sale verso le pendici del monte, attraversato da cascate, torrenti, salti, laghetti che offre una giornata fresca nella indicibile calura. Ci andiamo e troviamo qualcosa di veramente inatteso. Intanto il Paese è veramente suggestivo, lindo e silenzioso.

Il nome richiama una possibile insospettabile origine greca che compare in antichi testi canonici, ma di ciò non c’è traccia fisica. La Grecia semmai la richiama l’amenità assorta del luogo fermo in un tempo ignoto, quasi una Meteora. Senonché scopriamo che il bosco fresco è una vera attrazione organizzata per la zona. Il Comune con il sostegno, poco, della Regione ha affidato a un’associazione di giovani la custodia e la gestione del bosco e degli spazi per picnic che sono stati attrezzati, ma si fanno anche escursioni lunghe con guida.