Caro Giannini, ho appena finito di leggere su d il suo Circo Massimo sugli scenari apocalittici sull’isola di Ponza.

Ne sottoscrivo finanche la punteggiatura, avendovi vissute peripezie analoghe diversi anni fa quando, in compagnia di mia moglie, fummo letteralmente sfrattati da un pezzo di spiaggia a opera di una numerosa famiglia dall’accento indubbiamente campano alle mie orecchie corregionali…