Decidere di fare un giro per il centro di Reggio in pieno agosto, nell’anno che si appresta a diventare il più caldo mai registrato a livello globale, rappresenta a tutti gli effetti una vera e propria sfida. Per chi volesse tentarla, la sorpresa potrebbe rivelarsi più vicina di quanto si pensi. Basterà svoltare un angolo, attraversare una strada o immettersi in uno dei tanti bei vicoletti che adornano l’esagono.

In men che non si dica ci si ritroverà davanti a un museo a cielo aperto, fatto di graffiti, disegni e scritte di ogni tipo e su ogni superficie. Dichiarazioni d’amore e altre decisamente meno lusinghiere, ritratti, slogan politici, scritte di ogni grandezza, a caratteri cubitali o più sobrie, in molti casi accavallate le une alle altre.

I muri e le facciate degli edifici mantengono ancora il primato tra le superfici più utilizzate e consentono, data la loro estensione, di osare le opere più visionarie. Se invece gli ’artisti’ intendono solo fare pratica o lasciare brevi messaggi, allora vengono in sostegno i bidoni dell’immondizia, i garage, le porte degli edifici, i cartelli stradali.

Ogni oggetto è potenzialmente una tela su cui poggiare delicatamente un pennarello indelebile, o spruzzare una bomboletta spray per ore e ore, senza fretta sia chiaro, l’arte esige tempo. Nel corso degli anni molte facciate di palazzi storici e monumenti sono state toccate da questo fenomeno sempre più in voga.