Sale la tensione sul fronte occupazionale nel settore automotive. Un tema globale anche per via dell’impatto generato dall’adozione in crescita dell’IA. È il caso della Corea del Sud, dove ieri il sindacato di Hyundai Motor ha proclamato il primo sciopero generale (in foto) degli ultimi dieci anni dopo lo stallo delle trattative salariali. Tra le richieste dei lavoratori prevalgono garanzie occupazionali contro gli effetti determinati dall’IA e dall’automazione, sempre più coinvolte nelle fabbriche dell’auto.
La protesta coinvolge circa 40mila lavoratori e ha determinato il blocco della produzione negli stabilimenti di Ulsan, Jeonju e Asan. Il sindacato chiede un aumento dei premi legati alle performance, la reintegrazione di alcuni lavoratori licenziati e l’innalzamento dell’età pensionabile. Il Korea Metal Workers Union ha inoltre annunciato una manifestazione a Seul insieme ai dipendenti di Hyundai, della controllata Kia e delle aziende fornitrici. La vertenza fotografa una delle grandi questioni aperte: quanto della forza lavoro tradizionale sarà sostituito o trasformato dall’IA?
Le tensioni, intanto, sono in aumento anche nel nostro Paese. In Italia, lo stabilimento Stellantis di Melfi lunedì si fermerà dalle 6 alle 22 per la "mancanza di componenti". Per l’Ugl Metalmeccanici Basilicata non è "un caso isolato" ma si inserisce in un quadro già difficile. In Europa, l’industria dell’auto è già alle prese con una fase complessa, tra rallentamento della domanda, concorrenza internazionale, transizione verso l’elettrico e necessità di mantenere competitività e investimenti.












