Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiOperai robot al fianco di operai umani. La sfida tra intelligenza artificiale ed intelligenza umana non è più l'oggetto di studi accademici o di romanzi fantascientifici ma la normalità degli imminenti modelli produttivi.
Ne sanno qualcosa gli operai degli stabilimenti della Hyundai. Il colosso automobilistico sud coreano ha annunciato un massiccio piano di automazione degli impianti con robot umanoidi, si tratta dei modelli Atlas di Boston Dynamics, che affiancheranno gli umani a partire dal 2027. Il sindacato è sul piede di guerra: con l’87% dei consensi di autorizzazione allo sciopero, la protesta riguarda quasi 40 mila tute blu. In una lettera interna il sindacato è stato categorico: non si tratta solo di tutelare salari ma gli stessi posti di lavoro. Senza un accordo di garanzia, il sindacato ha dichiarato che non farà entrare nessun robot in azienda. Quello che sta succedendo da Hyundai non è un'eccezione, anche se certamente il caso più clamoroso.
In Italia, a Marghera, una volta emblema delle battaglie operaie e polo industriale di eccellenza, la InvestCloud Italy, filiale di una multinazionale fintech statunitense, ha avviato il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti, tra ingegneri, programmatori e quadri, chiudendo così l'intera sede italiana. Nella lettera di licenziamento si dice chiaramente che con il ricorso all'IA la filiale era ormai antieconomica. Ad essere superflui non solo gli addetti a mansioni d'ufficio, ma gli stessi dirigenti e programmatori. Dalla Corea all'Italia, ma casi analoghi vi sono in Usa e in Messico, la domanda di fondo a cui nessuno sa ancora rispondere è se la transizione innescata dall'IA porterà alla nascita di nuovi lavori oppure semplicemente ad avere meno lavoratori.











