Non c’è un modo, al di sopra, ma anche seguendo le leggi del settore, per conciliare due legittime aspirazioni e obbiettivi?

Da una parte quello di Intesa Sanpaolo, prima banca italiana, guidata con straordinaria professionalità da Carlo Messina e dai suoi più diretti collaboratori, e dall’altra parte, Luigi Lovaglio, baffetti e sguardo penetrante, che non solo ha salvato e rilanciato il Monte dei Paschi di Siena ma vuole salvarne l’autonomia e l’integrità, addirittura rilanciando.

E, giova ripeterlo, Mps è l’istituto bancario più antico del mondo, essendo nato nel 1472, e anche esempio di dove può arrivare una città come Siena di soli 53 mila abitanti.

Mps non tanti anni fa, era finito di fatto in amministrazione straordinaria, ma ha avuto la forza, dopo il risanamento fatto con i soldi dello Stato e con le energie dello staff attuale, di scalare e conquistare l’altro mito del sistema italiano, Mediobanca, prima banca d’affari del paese ma anche parterre du roi del capitalismo italiano radunato intorno al fondatore Enrico Cuccia.

La quota di Generali in Mediobanca Si dà il caso che dentro Mediobanca ci fosse e ci sia la quota del 13,3% di Generali, non solo la più grande compagnia di assicurazioni d’Italia, ma anche ai primissimi posti in Europa e nel mondo.