Nonna Roma è una delle tante realtà che nelle ultime tre settimane si è stretta intorno alla comunità di Spin Time, dopo che, la notte tra il 29 e il 30 luglio, i suoi abitanti sono stati costretti a lasciare il palazzo di via Santa Croce in Gerusalemme. I suoi volontari hanno condiviso con loro i lunghissimi giorni in cui si sono ritrovati senza una casa, costretti a vivere in strada. Aspettando prima la risposta di Investire Sgr, proprietaria dell’immobile, alla proposta di acquisto da parte della Giunta Gualtieri. E, dopo il rifiuto all’accordo ponte, che avrebbe permesso agli abitanti di rientrare gradualmente, con loro ha atteso che tutti trovassero degli alloggi provvisori. Il suo presidente, Alberto Campailla, firma una lettera aperta che pubblichiamo integralmente.

«Sono stati giorni intensi quelli vissuti attorno a Spin Time. E oggi possiamo dirlo con chiarezza: quello che è avvenuto è stato uno sgombero.

Ma possiamo dire con altrettanta chiarezza un’altra cosa: Spin Time ha vinto una prima importante battaglia. Dopo tredici anni di lotta, più di 400 persone che hanno diritto alla casa popolare che vivevano in quel palazzo, avranno un alloggio. È un risultato enorme, conquistato grazie alla determinazione degli abitanti, e a una lotta che non si è fermata nemmeno davanti allo sgombero.