La crisi dei carburanti in Russia arriva fino a Mosca. Nella capitale sono tornati i limiti all’acquisto di benzina, mentre davanti ad alcune stazioni di servizio si registrano lunghe code di automobilisti alla ricerca di carburante. Una situazione paradossale per uno dei maggiori produttori mondiali di petrolio, che ha dovuto adottare misure straordinarie per sostenere il mercato interno.
La nuova fase di difficoltà è legata a diversi fattori. Da una parte ci sono gli attacchi ucraini alle raffinerie russe, dall’altra l’elevata domanda stagionale e le interruzioni dovute alla manutenzione di alcuni impianti. Le carenze, iniziate già nei mesi scorsi, si erano temporaneamente attenuate prima di tornare ad aggravarsi tra la fine di luglio e agosto.
Tornano i limiti alla benzina
Le restrizioni riguardano anche le reti dei principali operatori. Gazprom Neft ha introdotto un limite di 40 litri nelle stazioni automatiche e di 60 litri in quelle tradizionali, mentre Rosneft ha fissato un massimo di 30 litri per veicolo. Tatneft ha imposto un tetto di 50 litri di benzina. Anche Lukoil ha applicato restrizioni a Mosca e nella regione circostante.
Il risultato è visibile direttamente sulle strade. In alcuni casi le code ai distributori si estendono per centinaia di metri e gli automobilisti devono attendere a lungo prima di riuscire a rifornire. Alcune stazioni hanno esaurito la benzina oppure continuano a vendere solamente diesel.











