In alcune stazioni di servizio russe si può fare benzina solo con il contagocce: massimo 20 litri per auto. Succede a Mosca, San Pietroburgo e in diverse altre regioni della Federazione, dove il razionamento del carburante sta ormai diventando realtà. Le immagini delle code ai distributori e i cartelli con i nuovi limiti si stanno moltiplicando mentre il Cremlino prova a rassicurare la popolazione: «Non ci sono i presupposti per una carenza». Ma intanto le principali compagnie petrolifere stanno già correndo ai ripari.

Le misure più dure sono state introdotte dalla Tatneft, una delle principali reti di distributori del Paese: nelle sue stazioni si possono acquistare al massimo 20 litri di benzina AI-92 e AI-95 e 40 litri di diesel per veicolo. La decisione, inizialmente limitata ad alcune aree, è stata poi estesa a tutta la rete nazionale dell’azienda. Restrizioni anche a Mosca, dove Rosneft ha fissato un tetto di 90 litri per auto o tanica, mentre Lukoil ha imposto un massimo di 100 litri per singolo rifornimento. La situazione ha iniziato a preoccupare soprattutto dopo l’estensione delle misure anche a San Pietroburgo e nella Repubblica del Tatarstan. Qui le autorità locali hanno parlato di limiti “temporanei” introdotti «per garantire stabilità» ed evitare tensioni tra i cittadini.