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Paolo Centofanti

La NASA e l'azienda aerospaziale Katalyst, in seguito al guasto che ha colpito il sistema di controllo dell'assetto della sonda LINK, hanno deciso di non procedere con il tentativo di ripristinare l'orbita del telescopio spaziale Swift, condannato a bruciare nell'atmosfera

Alla fine il salvataggio del Neil Gehrels Swift Observatory non avverrà: il telescopio spaziale continuerà a perdere quota fino a bruciare nell'atmosfera. La navicella spaziale LINK non verrà utilizzata per ripristinare l'orbita di Swift a causa di un'avaria al sistema di controllo dell'assetto. Lo hanno deciso la NASA e il produttore di LINK, l'azienda aerospaziale Katalyst, dopo aver monitorato le prestazioni del velivolo in seguito al guasto registrato lo scorso luglio. "Katalyst ha progettato, sviluppato e lanciato un veicolo spaziale sperimentale per realizzare una missione ambiziosa con tempistiche aggressive. Abbiamo accettato questa sfida ad alto rischio e ad alta ricompensa e siamo orgogliosi delle pietre miliari che abbiamo raggiunto lungo la strada" ha dichiarato Ghonhee Lee, CEO di Katalyst Space. LINK è stata sviluppata su commissione della NASA da Katalyst in appena 9 mesi e fin dall'inizio la missione era sta concepita in realtà come un test dimostrativo della possibilità di effettuare manutenzione di satelliti in orbita con veicoli robotizzati. Il salvataggio effettivo di Swift era per la NASA la ciliegina della torta per prolungare una missione che era già giunta a termine da tempo. LINK avrebbe dovuto agganciare il telescopio e spingerlo con i suoi propulsori elettrici per diversi mesi per riportarlo ad un'orbita di circa 600 km di quota."La NASA dovrebbe essere disposta a muoversi rapidamente e correre rischi intelligenti quando il potenziale ritorno ne vale la pena, ed è esattamente quello che abbiamo fatto con questa missione", ha spiegato l'amministratore della NASA Jared Isaacman. "Questo non è il risultato per cui stavamo lavorando, ma non cambia il motivo per cui valeva la pena tentare questa missione. Il team si è mosso con una velocità straordinaria per dare a Swift la possibilità di svolgere più scienza e sviluppare le capacità di cui l'America avrà bisogno per la manutenzione satellitare in futuro. Impareremo tutto ciò che possiamo dal tentativo di rendez-vous di LINK e metteremo quelle lezioni al lavoro sulle missioni che seguono".La missione di LINK non è infatti comunque conclusa. La navicella continuerà comunque l'avvicinamento al telescopio spaziale e tenterà un attracco per effettuare test e raccogliere dati utili a mettere a punto la tecnologia: "abbiamo già imparato tantissimo, e ora il nostro compito è trasformare queste lezioni in qualcosa di duraturo, per costruire un manuale affidabile per i futuri rendez-vous, attività di prossimità e manutenzione satellitari" spiega ancora il CEO di Katalyst.