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Mercoledì la startup statunitense Katalyst Space Technologies ha annunciato l’annullamento della missione spaziale con cui stava cercando di portare in salvo un importante osservatorio spaziale della Nasa, Swift. È un satellite-osservatorio in orbita attorno alla Terra, ma sta lentamente precipitando: il fallimento della missione significa che molto probabilmente Swift continuerà a cadere e brucerà al rientro nell’atmosfera terrestre, entro la fine del 2026.

La missione era cominciata a inizio luglio e prevedeva che la Katalyst Space Technologies riuscisse a raggiungere Swift con un proprio satellite robot, LINK. Nei piani LINK avrebbe dovuto agganciare Swift e spingerlo in un’orbita più alta rispetto a quella dove si trova ora, in modo da permettergli di continuare le sue osservazioni e ritardare la sua caduta di alcuni anni.

Dopo il lancio però LINK ha iniziato a muoversi in modo incontrollato, rendendo impossibile manovrarlo per raggiungere Swift. Gli ingegneri di Katalyst hanno provato per settimane a riprendere il controllo di LINK, senza successo, e alla fine la missione è stata annullata.

Swift è un osservatorio spaziale grande più o meno quanto un furgone e negli ultimi vent’anni ci ha permesso di studiare i lampi gamma, cioè le esplosioni più violente e potenti dell’Universo. Era stato lanciato nel 2004 a circa 600 chilometri di quota. La missione però era stata progettata per durare appena un paio d’anni e per questo non era stato previsto che Swift avesse dei motori per correggere la propria orbita. In quel tempo la perdita di quota sarebbe stata marginale e i motori sarebbero stati una zavorra inutile al lancio.