L’attenzione pubblica è rimasta concentrata su Ceuta, sulle immagini della pressione alla frontiera e sugli avvertimenti di Giorgia Meloni. Ma intanto, lontano dai riflettori, tra Roma e Berlino si è aperto un negoziato nervoso sui rientri di alcuni migranti verso l’Italia: un dossier piccolo nei numeri, enorme nelle implicazioni politiche e diplomatiche.

A metà agosto, mentre il dossier Ceuta continua a occupare il centro della scena e Giorgia Meloni insiste sulla necessità di mantenere alta la guardia per una possibile nuova pressione migratoria verso l’Europa, un altro fronte si è aperto in silenzio, molto più tecnico ma non meno politico: quello con la Germania sui rientri dei cosiddetti migranti “dublinanti”.

Il punto di attrito riguarda tre casi che Berlino vorrebbe trasferire in Italia, ritenendola competente in base alle regole sulla responsabilità del primo approdo. Secondo quanto emerso fra Roma e Berlino non c’è ancora un’intesa e il governo italiano ha già fatto sapere di non ritenersi tenuto a riaccogliere automaticamente queste persone, sostenendo che i fascicoli si riferiscono a una fase precedente all’entrata in applicazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, avvenuta il 12 giugno 2026.