Roma, 12 giugno 2026 – Una lunga e dettagliata relazione è pronta, curata nei minimi dettagli, con dati, statistiche, valutazioni politiche e prospettive. Illustra e spiega la scelta dell’Italia di sospendere temporaneamente l’accordo di Schengen con la Spagna dopo la crisi, non del tutto risolta e a rischio replay, di Ceuta, con l’ondata di decine di migliaia di immigrati all’inseguimento di un impossibile sogno europeo.
Il ministro Matteo Piantedosi è pronto a comparire domani in audizione dinanzi al Comitato parlamentare che si occupa del controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, della vigilanza sull’attività dell’agenzia europea di polizia Europol e, in senso più ampio, del nodo immigrazione. Alle 14.30, nell’aula del terzo piano di Palazzo San Macuto, Piantedosi è chiamato a un confronto sui flussi migratori e sul caso Spagna che si preannuncia delicato per le frizioni che si sono create con il governo Sanchez. Ribadirà la preoccupazione che ha spinto il governo a chiudere le frontiere. Ondata di migranti arrivati nei giorni scorsi a Ceuta
Lo stop all’accordo, previsto fino all’ultimo giorno di agosto, in realtà non sta creando problemi ai cittadini spagnoli che transitano in Italia, perché riguarda solo gli extracomunitari provenienti dalla Spagna. Madrid si è irrigidita e lo interpreta non come uno scudo temporaneo relativo alla sicurezza dei confini, ma come uno sgarbo politico. Il governo italiano tiene i nervi saldi, forte anche della linea dura senza paura della coppia Giorgia Meloni-Mette Frederiksen, premier socialista danese, sul no all’immigrazione incontrollata. La Spagna, alla vigilia del Comitato, continua a usare toni duri. Schermaglie che, secondo Palazzo Chigi, non alterano i buoni rapporti tra i due Paesi.












