| 10 Agosto 2026 11:18 |

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(Adnkronos) – La crisi di Ceuta arriva al Parlamento europeo e mette in evidenza, ancora una volta, quanto sia difficile per l’Unione europea trovare una posizione comune sull’immigrazione. La riunione straordinaria della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni (LIBE), convocata il 6 agosto per discutere quanto accaduto al confine tra Spagna e Marocco, si è trasformata rapidamente in un confronto politico tra destra e sinistra, tra accuse al governo spagnolo, critiche al Marocco e recriminazioni sulla mancanza di solidarietà tra gli Stati membri.

Al centro della seduta c’erano il presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, e il commissario europeo agli Affari interni e alla Migrazione, Magnus Brunner. Assenti, invece, i due rappresentanti del governo spagnolo invitati, la cui presenza non era obbligatoria ma, hanno protestato diversi eurodeputati, quanto meno opportuna: il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e la ministra dell’Inclusione, della Sicurezza sociale e delle Migrazioni Elma Saiz. Il presidente della LIBE, lo spagnolo Javier Zarzalejos (Partito popolare europeo) l’ha definita una scelta “estremamente deplorevole”.