Dai controlli avviati da Madrid sui voli dall’Italia dopo la sospensione di Schengen, fino all’intenzione della Germania di riprendere i trasferimenti dei dublinanti verso Roma: ecco cosa sta succedendo nella crisi diplomatica che scuote l’Europa.

L'impatto della crisi esplosa nell'enclave di Ceuta si sta estendendo a macchia d'olio sull'intero continente. A fare da innesco è stata la decisione del governo italiano di sospendere l'accordo di Schengen con la Spagna: una scelta che, al di là della rilevanza politica, ha sorpreso molti sul piano pratico, dato che i due Paesi non condividono confini terrestri e la misura riguarda esclusivamente le rotte aeree e marittime.

L'iniziativa di Roma, motivata con l'esigenza di prevenire movimenti secondari di irregolari, ha provocato un'immediata reazione da parte di Madrid, finendo per aprire contemporaneamente un secondo fronte di tensione con la Germania. Si è così creata una reazione a catena che rischia ora di paralizzare la libera circolazione nell'Unione e di ridisegnare la gestione dei flussi a livello europeo. La replica di Madrid e i controlli sui passeggeri dall'Italia A seguito dello stop alla libera circolazione disposto dal Viminale, la risposta del governo guidato da Pedro Sánchez non si è fatta attendere. Madrid ha infatti formalizzato l'attivazione di verificate di sicurezza temporanee, valide per un mese, che interessano le tratte aeree e marittime dirette in partenza dall'Italia. Le verifiche da parte delle forze dell'ordine spagnole non si traducono in un blocco sistematico dei terminal, ma vengono eseguite a campione, stimato tra il 5% e il 15% dei passeggeri, direttamente all'uscita dagli aeromobili o lungo le passerelle di sbarco nei porti del Mediterraneo. L'obiettivo dichiarato dalle autorità ibetiche è identificare eventuali viaggiatori provenienti da Paesi extra-UE sprovvisti dei necessari titoli di soggiorno.