"Il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo va attuato, i rientri dei 'dublinanti' devono essere operativi". Dopo l'Italia e la Spagna, ecco la Germania. La crisi di Ceuta sembra aver riaperto il vaso di Pandora su un dossier, l'immigrazione, che per qualche mese in Europa era apparso restare 'in sonno'. Gli effetti, ora, sono imprevedibili. E per l'Italia, la partita si complica nettamente. Già, perché nel nuovo Patto sulla migrazione entrato in vigore lo scorso 12 giugno non si parla solo di frontiere esterne e hub nei Paesi terzi. Viene disciplinata, in maniera più rigorosa, la questione dei movimenti secondari, tradizionale punto d'attrito tra l'Italia e i Paesi di secondo approdo, come Germania, Austria e Francia.

"Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo, e Berlino "si aspetta che, a partire da tale data, vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l'Italia e la Grecia", ha spiegato un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, confermando l'anticipazione di Repubblica. L'iniziativa della Germania si inscrive su due binari. Il primo è prettamente politico. A Bruxelles guardano con crescente attenzione alle mosse del cancelliere tedesco Friedrich Merz in vista del 6 settembre, quando si voterà in Sassonia-Anhalt, il Land della Germania dove l'estrema destra dell'AfD è data saldamente in vantaggio.