Sul caso Ceuta l’Italia ha deciso di mostrare, contrariamente ai principi di solidarietà europea, il pugno duro. Ma la scelta, caso unico in Europa, di sospendere Schengen e reintrodurre i controlli nei porti e negli aeroporti per le persone in arrivo dal Paese iberico ha irrigidito non solo Madrid, che ha risposto con la stessa moneta, ma anche altri Paesi membri che si aspettavano una posizione meno egoista da parte di Roma. Così, con anche l’obiettivo di risollevare i disastrosi sondaggi che lo riguardano, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha deciso che sui migranti l’Italia meritasse la linea dura: Berlino, come riporta Repubblica, rispedirà in Italia i richiedenti asilo sbarcati nella Penisola e che hanno successivamente varcato i confini. I cosiddetti Dublinanti che, secondo gli accordi, sono sotto la gestione del Paese di prima entrata, ossia l’Italia.
La prima ad essere rispedita al di là delle Alpi sarà, il 19 agosto, la 22enne somala Abdirisaq Warsame, che da marzo era riuscita a entrare in Germania. Ma il suo rischia di diventare il primo di una lunga serie di casi che dimostreranno il cambio d’atteggiamento della Repubblica federale, in risposta a quello del governo Meloni che ormai da quattro anni rifiuta di riaccogliere i migranti che hanno lasciato il loro Paese motivando il non rispetto degli Accordi di Dublino con “l’emergenza nazionale“. Adesso che non sembra invece applicare lo stesso metro con gli altri Stati membri, come la Spagna che ha contato 80mila entrate irregolari in poche ore, le concessioni per Roma sembrano essere finite.










