Il grande problema dei dublinanti, ovvero di chi arriva in Italia per poi passare oltralpe, doveva esser risolto con l'entrata in vigore del Geas. Finora con il governo Meloni erano rimasti bloccati in Germania. Adesso non sarà più possibile
Non bastava lo scontro tra la premier Giorgia Meloni e il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez sulla crisi di Ceuta. Non bastavano le frontiere “chiuse” da Roma verso Madrid e la replica spagnola con controlli a campione sugli arrivi dall’Italia. Ora i migranti diventano una carta di discussione europea e da Berlino, dove i sondaggi danno l’ultradestra Afd in ascesa, chi è arrivato nella Ue dal nostro Paese dovrà tornare indietro, da noi. E richiedere asilo sul nostro territorio. Così, ricostruisce Repubblica: il 19 agosto la prima richiedente asilo da quasi quattro anni sarà respinta in Italia. Si tratta di una cittadina somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo.
La questione dei dublinanti
Secondo il Regolamento di Dublino, Warsame avrebbe dovuto richiedere asilo in Italia, essendo questo il primo Stato dell’Unione Europea in cui è approdato. Tuttavia, dal 5 dicembre 2022, il governo guidato da Giorgia Meloni ha sospeso la riaccoglienza dei cosiddetti dublinanti invocando un’«emergenza nazionale». Così facendo migliaia di richiedenti asilo sono rimasti bloccati in Germania in una condizione di incertezza giuridica. E i flussi verso il nord europeo sono continuati: dei circa 340 mila migranti sbarcati in Italia dall’inizio del mandato del governo Meloni, moltissimi hanno considerato il nostro Paese solo una tappa di transito verso città tedesche come Francoforte, Monaco o Amburgo..










