Più che nel merito, lo scontro è tutto diplomatico. A guardare i numeri, infatti, la crisi migratoria scoppiata una settimana fa a Ceuta (enclave spagnola sulla costa nordafricana) è sostanzialmente sotto controllo da giorni. E oggi - in attesa del 15 agosto, giorno in cui le stessa Guardia Civil spagnola ipotizzano una nuova ondata migratoria- l’unica vera criticità restano i rapporti tra Roma e Madrid. Sempre più difficili, sempre più compromessi. Al punto che dopo un duro botta e risposta, il premier spagnolo Pedro Sánchez decide per la ritorsione: anche chi entra in Spagna dall’Italia sarà sottoposto a controlli alle frontiere.Ma andiamo con ordine. Martedì scorso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva provato ad abbassare i toni e nella videocall con i suoi omologhi dell’Ue non solo si era detto «solidale» con la Spagna ma aveva anche lasciato intendere che la sospensione di Schengen con Madrid sarebbe durata solo il tempo necessario a risolvere la crisi. Insomma, sarebbe stata revocata prima dell’attuale scadenza prevista al 31 agosto. Ieri, però, è arrivato l’ultimatum di Pedro Sánchez: «L’Italia revochi i controlli ai viaggiatori provenienti dalla Spagna entro domenica o adotteremo misure proporzionate». Insomma, se gli spagnoli che atterranno in Italia sono oggi costretti al controllo passaporti, lo stesso avverrà per gli italiani che volano in Spagna. Con buona pace delle vacanze. Parole nette, che - se mai ce ne fosse stato bisogno- certificano quanto il premier spagnolo abbia poco gradito la decisione di Giorgia Meloni di sospendere la libera circolazione tra Italia e Spagna. Così, seppure la tensione sembrava fino a ieri andare scemando, l’affondo arrivato da Madrid non ha fatto che irrigidire ulteriormente la premier. Che alla presa di posizione di Palazzo della Moncloa risponde con una nota netta. «L’Italia - fa sapere la presidenza del Consiglio - non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere». InsommaMeloni «non intende in nessun caso rivedere» la decisione di sospendere Schengen. «Almeno fino al 15 agosto e comunque sino a quando non saranno completamente esclusi rischi di sicurezza e di terrorismo per l’Italia», spiegano da Palazzo Chigi. Meloni ci mette il carico in prima persona. E in un video-messaggio all’evento di Fdi-Ecr alla vigilia della cerimonia di Marcinelle dice che «in Europa non c’è spazio per chi alimenta i canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti».É vero che la sospensione di Schengen non è una misura eccezionale, tanto che - fanno notare dal Viminale - negli ultimi anni è stata adottata per periodi limitati e ragioni diverse da diversi Paesi (tra cui Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Polonia e Svezia). Ma il rischio che il braccio di ferro in corso tra Roma e Madrid sfugga di mano inizia ad essere alto.
La linea di Meloni: in questi casi congelare Schengen non è un’eccezione
Sono tanti i Paesi Ue che bloccano le frontiere. La premier a Sánchez: “Non accetto ultimatum dall’estero”
















