In una nota ufficiale, il governo di Pedro Sánchez ha chiesto all’Italia di revocare i controlli alle frontiere entro il 9 agosto, riattivando la libera circolazione prevista dall'accordo di Schengen. La misura era stata sospesa all'inizio del mese a seguito della crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta, dove in un paio di giorni sono arrivate decine di migliaia di persone.

In risposta, il governo Meloni aveva introdotto i controlli di confine per impedire l'ingresso nel Paese dei migranti, per la maggior parte irregolari.

L’esecutivo di Madrid ha definito la mossa italiana «ingiusta, contraria agli interessi dell'Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola», sostenendo che sia stata adottata «senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità». Nel comunicato, Madrid chiede quindi la revoca delle restrizioni entro domenica 9 agosto, avvertendo che, in caso contrario, adotterà misura di risposta «proporzionali».

Anche Bruxelles ha espresso una critica implicita alla decisione di Roma. Durante la riunione straordinaria dei ministri degli Interni dei 27, l'Unione europea ha ribadito la propria «solidarietà» al governo spagnolo, elogiandone la risposta «rapida ed efficace». Il Consiglio ha inoltre evidenziato come nessun migrante giunto a Ceuta si sia poi spostato in altri Paesi Ue, smontando di fatto la principale giustificazione dell’Italia.