Continua il botta e risposta tra Spagna e Italia dopo la decisione del governo italiano di sospendere il trattato di Schengen. L'esecutivo di Madrid ha chiesto di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il primo agosto, dopo la crisi migratoria a Ceuta, e avverte che, in caso contrario, adotterà misura di risposta «proporzionali».

La nota di Madrid In una nota ufficiale, il governo spagnolo definisce la decisione italiana «ingiusta, contraria agli interessi dell'Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola», sostenendo che sia stata adottata «senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità». Il governo di Pedro Sanchez contesta inoltre le motivazioni adottate da Roma, ribadendo che i migranti entrati in maniera irregolare a Ceuta la scorsa settimana «non hanno potuto né possono entrare liberamente nello spazio Schengen», poiché la città autonoma «ha un regime speciale con lo stesso». Madrid sottolinea che «la quasi totalità di loro è già entrata in Marocco», ricordando che, secondo Frontex, l'Italia è lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari registrati negli ultimi anni, «con cifre che sono arrivate a raddoppiare quelle della Spagna».Nella nota Madrid invita Roma a rettificare e porre fine ai controlli introdotti il primo agosto e «trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei». «Se non lo facesse prima della conclusione di domenica 9 agosto, la Spagna si vedrà obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini», avverte Madrid. L'esecutivo conclude affermando: «Confidiamo che prevalga l'europeismo, il buon senso e la buona fede. I governi sono chiamati a promuovere l'intesa tra Paesi e l'interesse generale delle rispettive popolazioni, non a creare fratture e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne».